Normalità come regola di vita

Oggi, prima di andare all’ennesima riunione per una causa giusta ho pensato:

Sono felice di essere così… cerco di migliorare le cose, di evidenziare le cose che sono e devono essere migliorabili.

Ma contemporaneamente ho pensato:

Non è giusto che debba sempre far “notare” le cose… Non sarebbe il caso che automaticamente chi di competenza si spremesse un po’ e lo facesse direttamente?

Gran bella domanda. Mi sono messo nei panni dei miei soliti detrattori, ed ho concluso che “qui c’è qualcuno che ha sbagliato mestiere, non voglio mica dire che sia in malafede, per carità, però però″.

Dobbiamo iniziare a chiedere il conto. Se un assessore di una regione promette, dichiara e/o publica l’avvio di un servizio che in realtà non avviene deve contestualmente dimettersi.

Se il vaticano invade le leggi italiane deve essere pronto a vedere stracciati i patti bilaterali.

Se un governo non fa’ gli interessi dei cittadini deve andare a casa e ripagare i danni fatti.

Se un’autorità garante e prona nei confronti di un’azienda che dovrebbe essere sotto stretta sorveglianza della stessa autorità, dovrebe almeno per onestà levarsi dalle palle.

 

In sostanza reintrodurre quel briciolo di “etica” o di “morale” che deve governare il nostro “quotidiano”.

La logica del nostro piccolo orticello è fallita come è fallito il comunismo e, le crisi periodiche lo dimostrano, un certo tipo di capitalismo.

(beh in effetti noi di capitalismo ne abbiamo visto poco… i vari imprenditori nostrani, tranne rare eccezzioni, sono dei conigli fortunati e lobbisti nel senso dispregiativo del termine nonchè opportunisti meschini)

Con l’invasione delle leggi nella mia vita privata (vedi fumare in macchina, procreazione assistita etc) allora vorrei che almeno il restante debba essere considerato. Non farmi incazzare ogni volta che devo andare da qualche parte perchè c’è traffico o perchè i mezzi non ci sono o non sono al servizio del cittadino.

La prima obiezione e che tutto questo è utopia.

NO. Non deve esserelo!

Ripristinare la normalità come logica di vita è la questione fondamentate!

 

Pretendere  quello che è dovuto non può essere utopia!

Prendiamo esempio dai francesi, apprendiamo da chi, in questo caso, è melgio di noi. Non c’è da vergognarsi!